Sepoltura tra pietà e business
situazione a Grottaglie e proposte urgenti
La pietà è il rispetto per i morti, che i grottagliesi ancora sentono vivissimo e che fa parte della loro più antica tradizione. La trasformazione in business è il pericolo che a Grottaglie sta correndo la pietà per i morti. Con conseguenze notevoli per le famiglie, costrette a farsi carico anche di non trascurabili spese.
E sicuramente non a causa delle imprese di pompe funebri presenti sul territorio, che intervengono solo al momento del funerale e della tumulazione. Ma a causa del fatto che il Comune non si occupa più direttamente di quanto avviene al momento della estumulazione, cioè del disseppellimento che si rende necessario una volta trascorso il periodo della sepoltura (18-20 anni), dopo il quale i resti vengono riposti negli ossari.
Infatti questa dolorosa incombenza, sempre espletata dai dipendenti comunali addetti al cimitero (i camposantieri), se da qualche anno, per i motivi spiegati più avanti, veniva espletata da imprese esterne quando se ne presentava la necessità, dal settembre scorso è stata affidata alla Serveco per 1 anno, dopo gara d’appalto, “per un importo di € 32.303 oltre Iva e oneri per la sicurezza pari a € 500” come si legge nel contratto, per effettuare ogni operazione di estumulazione/inumazione o di esumazione/tumulazione al prezzo di circa € 300.
E così questo pietoso e doveroso servizio è passato dalla gestione comunale diretta alla gestione indiretta.
La riduzione del numero degli addetti per pensionamento, non sostituiti da nuovi assunti; la non mineralizzazione sempre più frequente delle salme, trascorso il periodo della sepoltura, a causa dei loculi in cemento sia delle tombe private che di quelle comunali e delle congreghe; l’esiguità della aree destinate alla sepoltura “in campo” cioè in piena terra, dove vengono tumulate sia le salme sia i resti estumulati e non mineralizzati.
Tutti questi fattori devono portare con urgenza all’attenzione di tutta la cittadinanza sia il problema contingente della estumulazione/inumazione e successiva esumazione/tumulazione, che quello più generale della sepoltura.
Se non vogliamo che Grottaglie cada nella rete del “business del caro estinto”. Se non vogliamo che si continui a cementificare anche per la sepoltura dei nostri morti. Se non vogliamo continuare a rimanere chiusi a quanto in Italia è già cambiato e sta cambiando, in fatto di sepoltura, sotto il profilo sia culturale che religioso e ambientale.
Alcune cifre: circa 300 € è la somma richiesta per una esumazione e il trasferimento dei resti nell’ossario, se il cadavere è mineralizzato; ma, se il cadavere non è mineralizzato come quasi sempre avviene, i resti vengono interrati per altri 3/5 anni e occorreranno ancora circa 300 € per esumarli e tumularli definitivamente nell’ossario. Sulla famiglia quindi, oltre al doloroso compito della estumulazione e relativa spesa dopo 18-20 anni dalla sepoltura, ricade anche il rinnovo della dolorosa incombenza dopo 3-5 anni con una nuova spesa.
Inoltre, a fronte di un numero crescente di resti non mineralizzati a causa della tumulazione in tombe di cemento, l’area destinata “a campo” è invece rimasta da anni la stessa. E tutta la gestione cimiteriale rischia di andare in tilt nei periodi in cui le tombe comuni, cioè quelle comunali e delle congreghe, devono provvedere periodicamente a estumulazioni plurime anche per liberare nuovi posti.
E l’Amministrazione cosa sta facendo?
Dopo aver affidato alla gestione privata le operazioni di estumulazione/inumazione e di esumazione/tumulazione, mentre ha deliberato di costruire una nuova tomba comunale, naturalmente in cemento, di 100 loculi per una spesa di € 130.000 (ne è stata data notizia durante il Consiglio comunale del 23 dicembre scorso), non ha provveduto ad ampliare l’area destinata “a campo”, sebbene l’area cimiteriale di proprietà del Comune lo consenta.
E così il problema è destinato a non essere mai risolto. Invece, proprio perché siamo in emergenza, con la stessa cifra si sarebbe dovuto provvedere ad ampliare anche l’area “a campo”, riducendo il numero dei loculi della nuova tomba. E questo non solo per far fronte all’emergenza, ma anche perché, comunque, l’area destinata “a campo” deve poter essere utilizzata, come avviene, per le tumulazioni in terra quando richiesto.
E’ doveroso quindi, se non vogliamo che continuino a verificarsi le situazioni prima esposte, che il Comune si organizzi per: far fronte alla attuale emergenza, che non si risolve con la sola costruzione di altri loculi in cemento, ma con l'immediato ampliamento dell'area destinata "a campo"; riprendere in tempi brevissimi la gestione diretta delle operazioni di estumulazione/inumazione e di esumazione/tumulazione; sensibilizzare la cittadinanza circa la pratica della cremazione come alternativa alla tumulazione, pratica che fin dal 1963 è ammessa anche dalla Chiesa cattolica.
Il contributo di Rinascita civica - Città attiva per riappropriarci della gestione del cimitero :
- Ampliare immediatamente l’area destinata “a campo”, che richiede molto meno tempo che costruire 100 loculi in cemento, non comporta gli stessi costi e contribuisce a far fronte all’attuale emergenza
- Programmare il passaggio alla gestione diretta delle operazioni di estumulazione/inumazione e di esumazione/tumulazione, appena scaduto il contratto con la Serveco
- Programmare l’incremento dell’organico del personale addetto al cimitero, utilizzando anche i fondi attualmente destinati alla Serveco (sono posti di lavoro per Grottaglie)
- Programmare la possibilità di far qualificare il personale perché quella di addetto alle funzioni cimiteriali è una indispensabile e altamente umanitaria mansione che richiede una adeguata preparazione
- Per risolvere in gestione diretta i problemi derivanti dalla mineralizzazione, mettere in preventivo nel bilancio 2013 l’acquisto di un piccolo forno crematorio per i resti, e di quanto occorre per le operazioni di estumulazione/inumazione e di esumazione/tumulazione; magari consorziandosi con i paesi vicini (Montemesola lo aveva fino a questa estate)
- Aggiornare il regolamento cimiteriale anche per la cremazione, secondo le direttive della legislazione nazionale e regionale.
Anche la sepoltura e la gestione cimiteriale rispecchiano la cultura di una comunità. Ed è doveroso aprire gli occhi sui cambiamenti che stanno avvenendo in Italia in materia di sepoltura sia sotto il profilo culturale che religioso e ambientale.
Etta Ragusa
capogruppo di Rinascita civica - Città attiva
- tumulazione: il seppellimento del cadavere o dei resti mineralizzati dopo 18-20 anni dal seppellimento in tomba
- estumulazione/inumazione: l’operazione di esumazione dopo 18-20 anni, cui segue l’interramento per 3-5 anni dei resti non mineralizzati
- esumazione/tumulazione: l’operazione, successiva alla estumulazione/inumazione, con la quale i resti mineralizzati si depongono in ossario.