Con l'interpellanza "si chiede al Sindaco o alla Giunta di conoscere i motivi o gli intendimenti della loro azione in ordine a determinati problemi" (art.30 regolamento Consiglio comunale).
Questa interpellanza è stata firmata da Etta Ragusa e Vincenzo Del Monaco.
Con questa interpellanza si chiede se l’Amministrazione comunale si costituirà parte civile nel processo, in cui il comune è riconosciuto come parte offesa, che vede rinviato a giudizio per il reato di abuso d'ufficio ex art.323 c.p. l’ex responsabile del Settore di Polizia municipale e Viabilità del Comune di Grottaglie, in carica fino a marzo del corrente anno.
Al Sindaco di Grottaglie
p.c. al Presidente del Consiglio comunale
Al Sindaco di Grottaglie
p.c. al Presidente del Consiglio comunale
Grottaglie, 31.8.2011
Oggetto: interpellanza con la quale si chiede se l’Amministrazione comunale si costituirà parte civile nel processo che vede rinviato a giudizio per il reato di abuso d'ufficio ex art.323 c.p. l’ex responsabile del Settore di Polizia municipale e Viabilità del Comune di Grottaglie, in carica fino a marzo del corrente anno.
Ai sensi dell’art.30 del regolamento del Consiglio comunale, i consiglieri Antonia Ragusa e Vincenzo Del Monaco pongono l’interpellanza in oggetto e argomentano quanto segue.
Premesso che, riguardo il processo in oggetto, si è già svolta l’udienza preliminare il 17 febbraio 2011 e che l’Amministrazione comunale allora in carica non si è costituita parte civile pur essendo stata riconosciuta come parte offesa; che la prima udienza di merito si terrà il 5 ottobre p.v.
Ai sensi dell’art.30 del regolamento del Consiglio comunale, i consiglieri Antonia Ragusa e Vincenzo Del Monaco pongono l’interpellanza in oggetto e argomentano quanto segue.
Premesso che, riguardo il processo in oggetto, si è già svolta l’udienza preliminare il 17 febbraio 2011 e che l’Amministrazione comunale allora in carica non si è costituita parte civile pur essendo stata riconosciuta come parte offesa; che la prima udienza di merito si terrà il 5 ottobre p.v.
Si chiede
Se l’Amministrazione comunale di Grottaglie, in tale processo, si costituirà parte civile per difendere l’onorabilità del Comune e per ribadire, con tale costituzione di parte civile, che l’Amministrazione in carica non transige riguardo il rispetto della legalità e la trasparenza negli atti amministrativi.
Infatti, un tale gesto da parte dell’Amministrazione comunale in carica, non solo costituirebbe una prova concreta di totale discontinuità dalla precedente Amministrazione, ma servirebbe a ribadire quanto l’osservanza delle leggi, e specialmente in procedure di evidenza pubblica, sia importante per questa Amministrazione.
Il rinvio a giudizio di un pubblico funzionario per atti reiterati commessi nell’esercizio delle sue funzioni, con i quali intenzionalmente si sono procurati ingiusti vantaggi patrimoniali a ditte e privati, non solo lede l’onorabilità del Comune ma anche i suoi interessi patrimoniali, poiché il rispetto delle procedure di evidenza pubblica, in particolare attraverso l'indizione di regolari gare d'appalto, hanno lo scopo di "spuntare" il prezzo migliore e/o più vantaggioso per i servizi e/o le prestazioni del Comune a favore di terzi.
Inoltre getta un’ombra inquietante sul modo di amministrare la città, tanto più per il fatto che la persona rinviata a giudizio ricopriva all’epoca dei fatti un ruolo pubblico di evidenza esplicita quale responsabile del Settore di Polizia municipale e Viabilità del Comune di Grottaglie.
Qualora l’Amministrazione non si costituisse parte civile in questo processo in cui il capo di imputazione è la violazione delle leggi in procedure di evidenza pubblica, si ingenererebbe in ditte e privati l’errata convinzione che il vantaggio personale può essere perseguito anche in violazione della legge; e si accrescerebbe nei cittadini la sfiducia verso gli amministratori.
Se tale circostanza dovesse malauguratamente verificarsi, Rinascita civica e Città attiva promuoverebbero un’azione popolare con la quale cittadini-elettori si sostituirebbero all’Amministrazione comunale.
Infatti, un tale gesto da parte dell’Amministrazione comunale in carica, non solo costituirebbe una prova concreta di totale discontinuità dalla precedente Amministrazione, ma servirebbe a ribadire quanto l’osservanza delle leggi, e specialmente in procedure di evidenza pubblica, sia importante per questa Amministrazione.
Il rinvio a giudizio di un pubblico funzionario per atti reiterati commessi nell’esercizio delle sue funzioni, con i quali intenzionalmente si sono procurati ingiusti vantaggi patrimoniali a ditte e privati, non solo lede l’onorabilità del Comune ma anche i suoi interessi patrimoniali, poiché il rispetto delle procedure di evidenza pubblica, in particolare attraverso l'indizione di regolari gare d'appalto, hanno lo scopo di "spuntare" il prezzo migliore e/o più vantaggioso per i servizi e/o le prestazioni del Comune a favore di terzi.
Inoltre getta un’ombra inquietante sul modo di amministrare la città, tanto più per il fatto che la persona rinviata a giudizio ricopriva all’epoca dei fatti un ruolo pubblico di evidenza esplicita quale responsabile del Settore di Polizia municipale e Viabilità del Comune di Grottaglie.
Qualora l’Amministrazione non si costituisse parte civile in questo processo in cui il capo di imputazione è la violazione delle leggi in procedure di evidenza pubblica, si ingenererebbe in ditte e privati l’errata convinzione che il vantaggio personale può essere perseguito anche in violazione della legge; e si accrescerebbe nei cittadini la sfiducia verso gli amministratori.
Se tale circostanza dovesse malauguratamente verificarsi, Rinascita civica e Città attiva promuoverebbero un’azione popolare con la quale cittadini-elettori si sostituirebbero all’Amministrazione comunale.
In fede
prof.ssa Antonia Ragusa
prof.ssa Antonia Ragusa
dott. Vincenzo Del Monaco